Cari ragazzi sono molto contento di trovarmi con voi qui in Duomo, nella nostra Cattedrale che è un po’ il cuore di Milano: vi porto il saluto dell’Arcivescovo che è impegnato nell’inaugurazione dell’anno accademico all’Università Cattolica.
Saluto il vostro Rettore, don Aldo, tutti gli insegnanti e i genitori presenti e tutti gli amici del Collegio san Carlo.
Non so se si usi ancora assegnare agli studenti i “compiti a casa”…
Credo di sì, perché il vostro Rettore - il Rettore del Collegio san Carlo ha il privilegio di dare i compiti a casa ai vescovi - mi ha dato un compito: parlarvi di san Carlo, patrono del vostro Collegio.
Un compito importante perché san Carlo è stato un grande vescovo per Milano e per tutta la chiesa, ma anche un compito difficile. Come parlare di chi è vissuto cinquecento anni fa, a degli studenti svegli, intelligenti, che vivono nel 2000, modernissimi, che sono bravissimi con l’iphone, ipode, internet…
Ho pensato che la vera modernità non è come la moda, che cambia ad ogni stagione, ma è un valore che rimane sempre attuale, perché vero e grande: in questo senso san Carlo è stato un santo moderno ed è attualissimo.
Inoltre, a causa di una certa iconografia, cioè di un modo un po’ artificiale di presentare le figure dei santi, siamo convinti che essi non abbiano molto da dire alla nostra vita. Li pensiamo lontani, con l’aureola, sperduti in Paradiso… No, un santo conserva sempre lo sguardo al cielo, ma ha i piedi saldamente piantati per terra, in questa nostra terra perché san Carlo è vissuto proprio qui, a Milano, la nostra città e l’ha amata profondamente.
Per facilitare la vostra riflessione, ho scelto due parole che sono come un filo rosso che attraversa tutta la vita e gli scritti di san Carlo: intelligenza e disciplina.
1. Intelligenza
Intelligenza non vuol dire soltanto sapere tante cose, avere memoria, saper parlare… Intelligenza viene dal latino, intus – legere, significa leggere dentro cioè non essere superficiali, non essere distratti, non accontentarsi ma approfondire: significa andare al cuore delle questioni.
E san Carlo, che studiò legge a Pavia, andò proprio al cuore della questione che non è soltanto studiare bene o studiare male, ma è “operare con intelligenza a favore degli altri”. San Carlo si rese conto che molti ragazzi erano capaci e meritevoli di studiare ma non avevano i mezzi economici. Fece allora costruire il più bel palazzo di Pavia per ospitare gratuitamente gli studenti poveri e dare loro la possibilità di studiare: questa istituzione, che si chiama Almo Collegio Borromeo, esiste ancora ed è il più antico collegio universitario d’Italia.
Cari studenti, oggi san Carlo vi dice:
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Siate grati alle vostre famiglie che vi offrono la possibilità di esercitare e far crescere la vostra intelligenza al Collegio san Carlo! Non possono permetterselo tutti, lo sapete.
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Ricambiate questo impegno dei vostri genitori, con uno studio serio e responsabile. Ma anche il vostro futuro vi chiede di studiare: un ragazzo che non studia oggi, è tagliato fuori dal mondo di domani.
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Siate ragazzi curiosi, chiedetevi sempre il perché delle cose, non stancatevi di provare stupore, meraviglia, interesse… lo studio è un allenamento per vivere con consapevolezza la vostra esistenza.
Ho letto un bellissimo libretto, che consiglio soprattutto ai ragazzi del liceo, scritto da un prete che fa l’insegnante. Porta questo titolo: “Onora la tua intelligenza”. Non c’è niente di più bello che ascoltare un giovane che parla con intelligenza di qualcosa che lo appassiona: ragazzi, onorate la vostra intelligenza!
La seconda parola, forse un po’ meno simpatica, è “disciplina”.
E’ una parola un po’ fuori moda, la usiamo poco e forse la guardiamo con sospetto…L
a disciplina riguarda l’educazione della volontà! E’ importante l’educazione della volontà: molti ragazzi sono intellettualmente dottissimi, ma non essendo “volitivi” disperdono i loro talenti e le loro capacità.
San Carlo si alzava molto presto, avendo moltissime occupazioni pastorali da affrontare, e sfruttava anche la notte per leggere, per pregare, per preparare i suoi discorsi.
Disciplina significa saper distinguere tempi e luoghi. Il tempo dello studio e quello dello svago, quello del riposo e quello del lavoro.
Disciplina significa quindi organizzare bene il tempo delle nostre giornate, per viverle in modo consapevole, altrimenti sono gli impegni che vivono noi. Ma disciplina significa innanzitutto questo: essere forti nelle fatiche.
Ragazzi, questo è un insegnamento fondamentale: tutto ciò che davvero conta nella nostra vita, richiede fatica e impegno costante. Non bisogna avere paura della fatica: le cose belle della vita costano, si pagano. Niente di bello, di importante, di grande tu farai, senza sacrificio.
A preparare l’umanità di san Carlo alla santità, hanno concorso la sua famiglia, la sua formazione intellettuale, la scuola che ha frequentato.
Voglio dire una parola ai genitori.
Quando devo conoscere bene qualcuno, cerco sempre di scoprire quali sono le sue radici, in quale terreno si nutrono, perché quali le radici, tali l’albero. San Carlo ebbe la fortuna di avere dei genitori di profonda fede ed esemplare generosità: Gilberto Borromeo e Margherita dè Medici, sorella di papa Pio IV.
Ciò che un ragazzo sa, conosce, lo apprende da tante agenzie.
Ciò che un ragazzo è e sarà, lo deve all’educazione della sua famiglia.
Rivolgo una parola ai docenti.
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Tenete sempre alto il tono formativo di questa realtà educativa che è il san Carlo, in un mondo che consente sempre minori opportunità di riflessione e progetti seri di vita.
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Considerate l’appartenenza ad una scuola come il san Carlo, sempre di più come una “scelta precisa” di formazione integrale e quindi anche di formazione cristiana della persona.
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Cercate sempre di coniugare “rigore didattico e cordialità educativa”, cioè rapporti buoni e carichi di fiducia tra tutti: scuola, famiglia, territorio. Non dimenticate mai che educare è un evento a più voci e a più responsabilità.
Ci aiuti tutti san Carlo!
+ Erminio De Scalzi